Fiumi, le arterie del mondo

Infrastrutture innovative, gestione intelligente delle acque e visione urbana: il percorso per restituire valore e salute ai fiumi e alle città che attraversano.
Un tempo erano il centro della vita urbana. Lì si commerciava, ci si incontrava, si costruivano le città. Poi, lentamente, i fiumi sono diventati invisibili: coperti, incanalati, utilizzati come scarichi naturali di ciò che non volevamo vedere. Oggi, però, stanno tornando al centro del dibattito globale, perché la loro salute racconta più di qualunque altro indicatore lo stato delle nostre città.
Lo stato di salute dei fiumi
L’estate 2025 ha acceso un riflettore potente su questa realtà. In Italia, la campagna Goletta Verde e Goletta dei Laghi ha restituito un quadro che non lascia spazio a interpretazioni: su 388 campionamenti effettuati nelle acque costiere e lacustri di 19 regioni, un punto su tre è risultato oltre i limiti di legge. Le criticità maggiori si concentrano alle foci dei fiumi, luoghi di passaggio in cui si sommano scarichi urbani e industriali, infrastrutture insufficienti ed eventi meteorici sempre più violenti. È lì che il fiume porta a termine il suo percorso, consegnando al mare o ai laghi tutto ciò che ha raccolto lungo il suo viaggio. Oggi oltre l’80% delle acque reflue globali viene ancora scaricato nell’ambiente senza un trattamento adeguato, mentre più del 60% dei fiumi presenta portate anomale a causa del cambiamento climatico e della pressione antropica. Siccità prolungate si alternano a piogge improvvise e intense, mettendo sotto stress sistemi di depurazione spesso progettati per un clima che non esiste più.
Quando queste arterie si intasano, l’effetto è immediato: ecosistemi fragili, quartieri più vulnerabili, città meno sane e meno resilienti. Prendersi cura dei fiumi, oggi, significa prendersi cura della qualità della vita urbana.
La risposta delle città
Di fronte a questa consapevolezza, alcune città hanno scelto di cambiare paradigma. Parigi è diventata il simbolo di questa trasformazione: dopo otto anni di lavori e investimenti per oltre un miliardo di euro, la Senna è tornata balneabile in alcuni tratti urbani. Un risultato che non è solo ambientale, ma profondamente culturale e urbano. Il fiume è tornato a essere uno spazio vissuto, un luogo di incontro e una risorsa climatica capace di raffrescare la città.
Esperienze analoghe si ritrovano a Copenaghen, dove il porto urbano è oggi balneabile, o a Zurigo, che utilizza la qualità dei suoi fiumi come indicatore diretto del benessere ambientale. Rotterdam e Berlino hanno investito in bacini di accumulo, reti fognarie intelligenti e sistemi digitali di monitoraggio continuo per prevenire sversamenti e adattarsi a eventi meteorici estremi.
Dietro ogni fiume tornato a vivere c’è una regia invisibile ma decisiva: depuratori moderni, grandi collettori, infrastrutture per la gestione delle acque piovane e una pianificazione urbana capace di pensare in termini di sistema.
Il Riachuelo: riqualificare un fiume per migliorare la vita della città
Guardando a queste esperienze, lo sguardo si sposta naturalmente verso una delle sfide più emblematiche al mondo: il Riachuelo, a Buenos Aires, Argentina. Per secoli simbolo di degrado ambientale, il Riachuelo è stato il prodotto estremo di scarichi industriali incontrollati, rifiuti solidi abbandonati e urbanizzazione senza depurazione. Nel suo bacino vivono oltre quattro milioni di persone, molte delle quali hanno imparato a convivere con un fiume percepito come pericolo, più che come risorsa.
Il Sistema Riachuelo, finanziato anche dalla Banca Mondiale, nasce per cambiare questa storia. L’obiettivo è intercettare e trattare gli scarichi prima che raggiungano il fiume e il Río de la Plata, restituendo qualità ambientale e condizioni di vita migliori all’intera area metropolitana di Buenos Aires.
Il cuore tecnico del progetto è il Lotto 2, realizzato da Fisia Italimpianti: un grande impianto di pretrattamento delle acque reflue capace di gestire circa 27 m³ al secondo, riducendo in modo significativo il carico inquinante. A completare il sistema, il tunnel subfluviale di dispersione, realizzato da Webuild con l’innovativa tecnologia dei risers, convoglia le acque trattate sotto il letto del fiume in modo sicuro e controllato, minimizzando l’impatto sull’ecosistema. Il valore dell’intervento va oltre l’ingegneria. Grazie al Sistema Riachuelo, oltre 1,5 milioni di persone avranno per la prima volta accesso alla rete fognaria, con effetti diretti sulla salute pubblica, sulla qualità dell’abitare e sulla dignità urbana di interi quartieri.
Cura dell’acqua, rinascita delle città
La lezione che emerge dall’allarme di Goletta Verde e dalla storia del Riachuelo è chiara: i fiumi riflettono ciò che siamo come società. Se investiamo nella loro cura, restituiscono valore, bellezza e benessere alle città che attraversano. Oggi più che mai servono infrastrutture che non si limitino a depurare l’acqua, ma che ricostruiscano il legame tra la città e le sue arterie naturali. È un percorso complesso, ma possibile. Ed è, soprattutto, una scelta necessaria per immaginare città capaci di respirare di nuovo insieme ai loro fiumi.





